


Domani ho la visita in ospedale dall'otorino.
Impegnativa, pronta.
Soldi per il ticket, pronti. (e giusti ci tengo a precisare, non come i nostri utenti che se ne arrivano col pezzo da cento alle 07:20!)
Tesserino sanitario, c'è!
Documentazione visita precedente, c'è.
Psy, pronta!
Dioooo, come sono preparata! (chissà come mai, eh?!)
Ora, dopo due settimane di reclusione, dopo quindici giorni a dormire, poltrire sul divano, cazzeggiare in tutti modi possibili per far passare il tempo in casa, una delle cose che più mi preoccupa è questa, la sveglia!
Forse non mi ricordo neanche più come si imposta, se me lo ricordo ne ho dimenticato il suo suono, e se suona rischio di non sentirla perchè sono mezza sorda!
Insomma, il problema è, MI SVEGLIERò DOMANI MATTINA???
Per il resto non sono perniente preoccupata, anzi, forse sono fin troppo ottimista. (questa bisogna segnarsela, ma a caratteri cubitali e in bella vista!)
Le mie aspettative sono queste, che mi diano un'occhiata, che mi facciano un bel lavaggio, o mi aspirino tutto col cannuccione fastidioso dell'altra volta e, non dico che mi torni l'udito, non pretendo di uscire da lì guarita ma... quasi!
E poi mercoledì tornare a lavorare, rivoglio la mia schifosissima routine, che sarà anche snervante, pallosa e stressante, ma è sempre meglio che stare male due settimane!
ECHECCACCHIO! RIVOGLIO LA MIA GUERRA!
... non ho un cuore.
Oggi ho visto il film Io e Beethoven.
Il primo che fa qualunque battuta sulla sordità si becca una testata, mi è bastato l'Orso che rideva come un matto dicendo che dovrei comprarmi il corno dorato che usava per comporre!
Ma che volevo dire?
Ecco, mi sono commossa*, durante la nona avevo i brividi, con 40° fuori!
* commossa: ho provato un'emozione, non è che m'è scesa la lacrimuccia, intendiamoci!
... sono una stronza!
Allora, già normalmente uno dei modi per farmi passare totalmente la voglia di parlare è che mi si chieda cosa mi racconti? figuriamoci dopo due settimane passate chiusa in casa a sclerare!
Ma checcacchio ti devo raccontare? Vuoi sapere come l'ho fatta stamattina? No, perchè se vuoi di argomenti sulla merda sono piena!
Perfetto, ok, cominciamo a parlare di te...
... non vi avevo avvisati.
Un'altra cosa che mi fa infuriare è quando mi copi! E poi magari dici anche che non l'hai fatto apposta! Noooooo, maddaiiiiiii... che ne so... anche tu con lo smalto nero? Ma va? E' solo dodici anni che metto lo smalto nero!
E questo si estende a TUTTO!
Quindi occhio, perchè finchè non me ne accorgo va tutto bene, ma poi... già, potrei venirvi a prendere, fischiettando e con una motosega in mano tipo American Psylocke, hem, American Psycho!
... non lo sapevate!
Stanotte ho sognato di parlare con Freud!
Eravamo in un salottino, lui col suo sigaro in mano era seduto di fronte a me su una bella poltroncina in stile vittoriano ed eravamo lì a raccontarcela, io ero esaltatissima, sto parlando con Freud in persona, pensavo!
Ecco, che vuol dire questo?
Oddio, ho bisogno di aiuto?
Devo andare in analisi?
GUAI A CHI DICE DI SI'!
Se già di base sono disordinata, e chi mi conosce sa bene cosa intendo, quando sto male lo sono di più!
Sì, lo so, difficile immaginarlo.
Questo perchè non essendo in uno stato psicofisico ottimale, mi sento autorizzata a fare il minimo indispensabile.
Tipo, cosa tolgo a fare la tovaglia se mi servirà stasera? Lasciamola lì.
Il letto? Tanto tra poco mi ci rifiondo!
Le medicine? Sparse sul tavolo, a portata di mano appunto.
La roba da stirare? Huff, può stare pure lì tanto non mi devo vestire!
Ora, quando ero piccola, e qualcuno doveva venirci a fare visita, che era sempre la zia spaccapalle, sorella di mio padre, acida come un limone spruzzato negli occhi di prima mattina, mia madre impazziva!
Andava letteramente in tilt, la vedevi che come tazmanian devil rasettava casa, poco mi mancava pulisse anche i lampadari!
Ovviamente schiavizzava anche me, con urla da pazza isterica impartiva ordini alla mia portata e non.
Non ho mai capito questo comportamento di mia madre, chettenefrega pensavo io...
Finchè...
... non ho avuto una suocera!
Voglio premettere che mia suocera non è una rompiballe, anzi, posso ritenermi fortunata in questo senso.
Sì sì, più avanti troveremo la postilla: non credeteci l'ho scritto solo perchè ho paura che mi sgamino il blog! hahahaha scherzo!
Ecco si innescano gli stessi meccanismi!
Prima fase. Carburare la notizia.
Viene mia madre.
O-O vie ne tu a ma dre?
E qui ci vogliono quel paio di minuti per passare dalla paralisi alla normalità.
QUANDO?????
Che significa: quanto tempo ho per tamponare un'enorme figura dimmerda?
Nel pomeriggio.
A CHE ORA?
Cacchio vuol dire nel pomeriggio? QUANTO TEMPO HOOOO?
Mah, non so, non me l'ha detto...
-JHASTIMA-
Seconda fase. Rassegnarsi alla notizia.
Verrà, ormai ha deciso, tu sei malata a casa e non hai scuse, ed è inutile che speri che le capiti che so, un appuntamento imprevisto, verrà e basta!
In questa fase ti guardi intorno, cercando di capire se potrai farcela e soprattutto come farlo senza stramazzare al suolo, perchè ricordiamolo, sei malata.
Fase tre. Raccolta delle energie!
Energie che ovviamente non hai.
In questa fase cominci a fare tutto alla rinfusa, tipo che inizi in bagno poi ti ritrovi in cucina, ma poi no, c'è casino anche in salotto e sul balcone e hai le visioni di te stessa attaccata al soffito come l'uomo ragno, a togliere le ragnatele! No, forse l'uomo ragno le ragnatele non le toglie!
Fase quattro. Ci sei quasi.
Qui, hai sistemato il grosso, hai tolto il disordine e lo sporco, maaaaa... non si capisce bene se ci hai preso gusto o per masochismo, non riesci più a fermarti!
Hai gli svarioni, quelle povere deboli gambe non ti tengono in piedi, le braccia e le mani ti tremano, ma tu, temeraria del pulito, non vuoi togliere quel granellino di polvere lì? eh? Poi ti fisserai con gli aloni e poi con chissà che altro ancora!
Fase cinque. L'attesa.
Hai finito, anche a cercare non trovi altro che le cose pesantissime da fare, quelle che, anche volendo, sei consapevole di non aver l'energia per affrontarle. Quelle poche che avevi, tra l'altro, le hai esaurite. Hai anche l'affanno.
Ma lei, lei non arriva, e qualunque cosa tu stia per fare minaccia di sporcare!
Vuoi accenderti una sigaretta? ATTENTA ALLA CENERE!
Vuoi lavarti le mani? NON SCHIZZARE LO SPECCHIO!
Ecco, grazie mamma per avermi dato questo modello!
